Il Progetto I Contenuti
 


❱ STEFANO OLIVIERO
Docente di Storia dell’educazione e Storia dei processi formativi – Università degli Studi di Firenze

Nel corso degli ultimi trenta, quarant’anni il concetto di consumo (come pure il modo di studiarlo e di interpretarlo) è cambiato significativamente abbandonando l’esclusiva accezione negativa che a lungo lo ha caratterizzato (consumare=sprecare) per assumere invece un carattere polisemico.
Consumare non interessa solo l’atto di acquisto di un bene materiale, ma anche il desiderio, l’utilizzo, la trasformazione in rifiuto e il riciclo di un oggetto che può essere materiale come immateriale; può essere ad esempio un alimento o un servizio sociale, un indumento o uno spettacolo teatrale o cinematografico e così via. Una varietà di declinazioni, talvolta molto distanti fra loro, ma che insieme definiscono il fenomeno del consumo nella sua complessità.
Il consumo, in sintesi, determina e ha determinato le identità individuali e collettive, le classi sociali, i generi e le generazioni.

Quindi, se gli oggetti che ci circondano e il consumo di beni materiali e immateriali contribuiscono a definire ciò che siamo, consumare è un processo formativo e come tale andrebbe interpretato, ovvero andrebbe cambiata prospettiva: dall’educazione al consumo al consumo come educazione. In altre parole, il consumo è una categoria formativa perché consumare forma la persona.
Le attività di Coop con le scuole, fra le prime in Italia nell’educazione al consumo, sono nate oltre trent’anni fa per certi versi supplendo a una lacuna delle istituzioni scolastiche, lacuna peraltro ancora parzialmente da colmare. La sfida di Coop per la Scuola oggi è quella di trovare una formula per innovare le proposte e integrarle con la scuola che cambia, dunque una prospettiva diversa sul rapporto fra educazione e consumo potrebbe esser di aiuto per sperimentare nuove strade, ma anche per reinterpretare ottimi percorsi, come quelli presenti in questa guida, già collaudati.
Le attività di Coop con la Scuola potrebbero così muoversi ed esser rilette anche sul consumo come categoria formativa e passare così dalla promozione di percorsi di educazione al consumo consapevole e critico a percorsi in cui si acquisisce consapevolezza sul potere e sul valore formativo del consumo, quindi concorrere allo sviluppo di quel senso critico che è una delle principali finalità della scuola, indispensabile per realizzare il pieno esercizio della cittadinanza previsto dalla nostra Costituzione.
Se infatti il consumo ha assunto un carattere pervasivo nelle società attuale, un fenomeno che interessa tutte le stagioni e le età della vita e, quindi, ogni luogo formalmente o informalmente educativo, formare i cittadini significa anche formarli ai consumi a partire dalla scuola, agenzia formativa ancora centrale che educa in modo diretto (con i percorsi e le attività didattiche) e indiretto (con gli atteggiamenti, le pratiche, i momenti ludici …); così appare urgente e necessario, dopo oltre trent’anni, continuare e rinnovare questo impegno di Coop.


❱ ELIO RAVIOLO
già dirigente scolastico

Nel valutare il contributo di Coop alla didattica nelle Scuole italiane, offerto secondo una sua Consolidata tradizione, vanno tenuti in evidenza alcuni elementi chiave che la normativa vigente affida alle Istituzioni Scolastiche Autonome e che vale la pena sottolineare.
In primis, le Scuole sono chiamate ad elaborare un proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa che contenga e sostenga il Curricolo di Istituto. Al contempo, l’idea stessa di autonomia scolastica presuppone una forte relazione biunivoca della scuola con il proprio territorio che dia effettiva sostanza a tale prerogativa costituzionalmente tutelata.
Terzo elemento da evidenziare è l’idea di didattica laboratoriale che pervade le Indicazioni Nazionali per il Curricolo, quale richiamo al protagonismo dei soggetti in apprendimento nella co-costruzione di conoscenze, abilità, competenze.

Tenere coerentemente unite tali esigenze e focalizzarle sul perseguimento degli obiettivi cognitivi ed educativo-relazionali, rappresenta la sfida che la Scuola deve sapere vincere, evitando di produrre una nutrita serie di percorsi di apprendimento tra loro frammentati, con obiettivi poco coinvolgenti e quindi condannati a una rapida decadenza.
Una modalità che si dimostra feconda di esiti positivi in tal senso è quella di progettare esperienze laboratoriali con valenze autenticamente significative per i soggetti in apprendimento e capaci di fornire un solido terreno unitario sia per il perseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento delle singole discipline sia per conquistare, nell’autenticità dell’esperienza del lavoro comune, gli obiettivi relazionali e di cittadinanza.
In tale prospettiva la scuola, rimanendo nel cuore della propria mission, può attingere dal proprio territorio di riferimento contenuti, strumenti, collaborazioni in termini di risorse umane e materiali e può restituire offerte culturali destinate a tutta la cittadinanza.
Le proposte Coop per la Scuola costituiscono occasioni preziose in tale direzione.
Mentre viene confermata la tradizionale ricchissima offerta di esperienze didattiche, contenute nella Guida, si rafforza la possibilità di realizzare percorsi più complessi capaci di divenire ancor più parte portante del curricolo, con il coinvolgimento complessivo del team docente e di più ambiti disciplinari e con la possibilità di rafforzare legami autentici tra la scuola e le dimensioni amministrative, culturali, produttive, sociali del proprio territorio di appartenenza.

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